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La cultura nel web #askacurator trend di Twitter per un giorno, ma di tutto ciò cos’è presente in Italia?!

Il 1° settembre del 2010 è stato un girono memorabile per la cultura all’interno del web, è stato il giorno in cui i curatori museali di 340 musei al mondo si sono dati appuntamento su Twitter dove s sono resi disponibili a rispondere alle domande di curiosi di tutto il mondo o appassionati d’arte. Questa iniziativa è stata considerata ottima dagli utenti che ne hanno evidenziato la facilità d’uso e la sua importanza per spingere a visitare quel determinato museo o Galleria d’arte, insomma, un vero e proprio successo che ha decretato come sia la formula vincente quella di stare con le persone anche per i prodotti culturali.

Le grandi doti e i grandi apparati digitali di colossi come la Tate sono ben noti nel web, la loro programmazione a livello di social network è mastodontica e vengono forniti agli operatori anche i più piccoli dettagli riguardanti l’atteggiamento da tenere, come agire e come interagire, ma anche come essere parte della stessa struttura, sentire il social come proprio e molti molti altri spunti dai quali si potrebbe prendere spunto anche per il panorama italiano. Sempre che ci fosse un panorama italiano.

Nel web non sono infatti presenti i colossi museali italiani, quelli che richiamano migliaia e migliaia di turisti ogni anno, quelli che ricordano l’Italia al lover the world. Non ci sono gli Uffizi, non ci sono i Musei Vaticani, non c’è Galleria Borghese. Ma perché? Questo non è dato a spere di certo fatto sta che qualcosa, soprattutto dagli ambiti più innovativi arriva. Il ben noto Mart di Rovereto, dotato di un ufficio stampa che in Italia è un vero e proprio masterpiece usa Twitter abitualmente, con grande successo e con un discreto numero di follower, così anche per il Mambo di Bologna e il Maxxi di Roma. Insomma sembra proprio che solamente i contesti di arte contemporanea siano presenti nel web anche se nel resto del mondo non è certo così.

Ma i musei attualmente possono fare a meno del web? Secondo me no. Personalmente seguo la Tate su Facebook e Twitter e devo dire che mai come da quando vedo post, test, discussioni ho avuto voglia di rivisitarla…mi piacerebbe aver questa irresistibile voglia anche verso i grandi capolavori d’Italia che di certo nulla hanno da invidiare a quelli esteri.

Tutto in un’ immagine

Se è vero che il web vive di contenuti è altrettanto vero che Facebook vive di immagini e video.

Per constatarlo basta aprire la nostra bacheca dove inevitabilmente vedremo innumerevoli immagini e molti meno contenuti diretti. Quindi può la nostra pagina fan vivere esclusivamente di contenuto? Certo che no. E quindi che fare se la nostra attività non gode dei bei scatti che può avere una linea di abbigliamento o di make up? Semplice.

Trasformiamo il contenuto in immagine. Come? Inserendo una descrizione in ogni semplice foto o link. Non solo. Abbiamo dei video magari relativi alla manifattura o che abbiamo trovato interessanti? Bene postiamo anche quelli sempre mettendo il nostro apporto personale.

Questione a parte va riservata alla presentazione aziendale. Voi parlereste con un logo? O con un cartoon della persona? Forse si ma….comprereste qualcosa da un logo? La peculiarità dei social network è proprio questa: bisogna metterci la faccia perchè altrimenti non si crea quel rapporto personale che gli utenti vanno cercando!

Semplice direte voi…beh non sembra proprio guardando le innumerevoli pagine impersonali e senza nessuna indicazione riguardo ai contatti alla localizzazione o quant’altro.

 

 

Perchè è sempre meglio entrare sottovoce?

Lavorando con Facebook nell’ultimo periodo in maniera più completa, ossia scandagliandone ogni piccolo dettaglio, ho capito come per molti sia incomprensibile il fatto che gestire una pagina fan sia un vero e proprio lavoro (e per me rappresenti il mio sostentamento).

Nonostante sia comprensibile la sua utilità infatti, non è altrettanto chiara la sua gestione che non è sicuramente paragonabile a quella di un profilo personale e richiede non solo dimestichezza con il mezzo, ma consocenze ben precise. Credo che sia proprio la diffusione planetaria che questo social ha avuto a farlo percepire “facile”, quando in realtà, come testimoniano i numerosissimi web marketer, la conoscenza di questo mezzo non è mai finita.

La prima cosa che ho visto che creda moltissima difficoltà è la comprensione del testo scritto in particolare quando si tratta di maiuscole e minuscole.
Metafora: siamo all’interno di un negozio dove i clienti sono di passaggio, per caso abbiamo mai notato qualche commesso gridare come un pazzo “comprate, comprate, comprate”??? Non credo proprio, questo lo possiamo trovare al mercato ma se si è di passaggio quanto fastidio ci da’ che qualcuno ci forzi all’acquisto??

Ecco, entrare su Facebook, o in qualsiasi altro social network, scrivendo in stampatello maiuscolo equivale ad aspettare un potenziale cliente nascosti dallo stipite della porta armati di megafono e cominciare a gridargli nelle orecchie qualsiasi cosa…fastidioso no?

La cosa più corretta sarebbe sicuramente quella di usare correttamente maiuscole e minuscole ma se proprio non ce la facciamo è sempre meglio scegliere lo stampatello minuscolo…meglio entrare di soppiatto e magari passare inosservati per le prime volte piuttosto che gridare come pazzi e infastidire chiunque ci vede!

A presto!

Killer di blog lo sono sempre stata, spero che questo non me lo facciano chiudere ancor prima di iniziarlo ben bene.

Visto che a quanto pare la libertà nel web sta per finire…cosa che scongiuro con tutto il cuore, io da brava assassina seriale di blog ho resettato il mioo per cominciarne un altro e parlare di quello che faccio tutto il giorno.

Oddio, non proprio quello che faccio, per meglio dire quello che faccio. Perchè io una maga del web non lo sono mai stata, anzi ho fatto prima Lettere e poi Giornalismo perchè mi sembrava fossero le due cose più lontane da numeri e informatica. Ma mi sbagliavo proprio di grosso, perchè poi la vita del web marketer mi ha preso proprio di brutto, altro che. Non che sia facile, stare li ad imparare tutto il giorno.Fortunatamente lo spirito d’osservazione e la cocciutaggine mi aiutano.

Comunque, questo non vuole essere un blog tecnico, di quelli ce ne sono già abbastanza e li uso anch’io per imparare, ma mica tutti quelli che stanno nella rete sono professori (almeno lo spero). Il mio intento principale è quello di farlo per me, perchè me le volgio ricordare le cose che imparo e io ormai i fogli li perdo in ogni dove e visto che lavoro sempre connessa cosa meglio di un blog?!

Se poi la scoperta dell’acqua calda che sto facendo io può esssere utile a qualcun’altro che al principio si trova nella stessa condizione in cui mi sono trovata io, ben venga!